Ora il fattore più importante, il VIGNETO, inteso come
- TERRENO: per la tessitura, composizione geologica (argilloso sabbioso calcareo) ecc.
- POSIZIONAMENTO : punti cardinali, altezza slm, fondo valle, crinale o mezza collina e svariati altri dettagli del tipo come è posto rispetto al declivio: giropoggio – ritocchino; quindi
- MICROCLIMA : escursione termica, umidità ecc. a tutto ciò dedicherei il 60%.
Il restante 20% lo attribuirei alle lavorazioni, all’uomo e al suo rapporto vigneto-cantina:
percentuale forse un tantino riduttiva, se è vero (ed io ne sono convinto) che il vino è specchio della personalità di chi lo produce, mi accontenterò! Fermo restando la convinzione che altri produttori con i miei vigneti e le mie cantine otterrebbero vini con caratteristiche (poco o tanto) differenti. Quindi importanza relativa al vitigno e questo non solo in funzione della varietà ma della qualità dello stesso, se poi è autoctono bene, ma se no, pazienza. Considero i nostri cugini d’oltralpe maestri nel produrre e promuovere i loro vini, da loro il cepage ha il peso che si merita.
L’azienda che conduco è orgogliosa di proporvi BRIA, OLMETTO, BRICCO STURNEL, LA MACCHIA e COSTA SOPRANA, risultato di una serie di variabili dove IL VIGNETO è grande protagonista. NON ESISTE COSA PIU’ AUTOCTONA DEL VIGNETO!!!!!!”
Paolo MASSONE
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